Ritratti di un lavoro negato
Marzo - Maggio 2026


VIDEO MEDIA - Televisione Svizzera
Questo progetto fotografico nasce dagli sguardi e dalle idee dei giovani e ruota attorno al tema dell’integrazione nel mondo del lavoro. Ma non si ferma lì: diventa uno spunto per riflettere sulla società di oggi.
Il lavoro, in questo contesto, diventa una lente per far emergere emozioni, pressioni e domande più profonde: la pressione sociale, il bisogno di essere ascoltati, la difficoltà di trovare il proprio spazio in un sistema che tende a uniformare tutto.
Attraverso immagini e parole, il progetto racconta le tensioni che attraversano il percorso di crescita: le aspettative che ci vengono imposte, le etichette che ci definiscono e ci limitano, la sensazione di non essere davvero visti o compresi. Spesso i giovani sentono questa pressione già a scuola e percepiscono un sistema che premia schemi rigidi, lasciando poco spazio all’individualità.
Raccontano quanto sia difficile essere sé stessi in contesti che richiedono di adattarsi, quanto pesi la sensazione di non essere ascoltati e di non avere uno sguardo che sappia davvero capire l’altro. In queste situazioni, si corre il rischio di diventare solo etichette, ruoli, numeri, perdendo il contatto con la propria umanità.
La fotografia diventa così uno strumento per raccontarsi, interrogarsi, dare forma a pensieri e emozioni che spesso faticano a trovare spazio altrove. Ogni scatto è un modo per affermarsi, per farsi sentire, per esistere al di là delle etichette.
Le immagini creano uno spazio dove fragilità e forza convivono, dove si percepisce sia il bisogno di essere ascoltati sia la voglia di essere riconosciuti per quello che si è davvero. C’è una tensione anticonformista: la voglia di uscire dagli schemi e rivendicare la libertà di essere sé stess









